Davanti
alla facciata della chiesa di San Fedele anticamente c’era
un portico su colonne di marmo, detto atrio,
che diede il nome al rione, alla chiesa di San Pietro, oggi scomparsa,
e al battistero di San Giovanni, che venne appunto denominato
“in atrio”.
L’edificio,
del V-VI secolo, venne restaurato o rifatto nel secolo XII e restò
utilizzato, essendo l’unico battistero
per la città di Como e i dintorni, fino al XVI secolo.
L’edificio battesimale, come era consuetudine del tempo,
era situato vicino alla chiesa ma separato da essa, per una maggiore
libertà nelle funzioni religiose, in quanto i neofiti
non venivano ammessi in chiesa se non avevano ricevuto il battesimo.
Il fronte della chiesa era situato lungo l’asse di collegamento
con la vicina basilica di San Fedele, così come l’atrio
che dava il nome al complesso religioso.
La
pianta del battistero era ottagonale, con i lati
sfondati in otto nicchie,
quattro semicircolari e quattro rettangolari, di queste ultime
due erano più sporgenti e corrispondevano all’ingresso.
Al centro c’era la vasca battesimale, probabilmente sepolta
durante i lavori di innalzamento del piano di calpestio. Il battistero
era completato da una cupola
impostata sopra l’ottagono.
A
inizio del 1500 il battistero venne sopraelevato, così
come la basilica di San Fedele, poiché erano troppo bassi
rispetto all’innalzamento del piano stradale esterno.
Nel 1788 il battistero venne sconsacrato durante
le misure riformistiche di Giuseppe II d’Asburgo e da quel
momento l’edifico andò in disuso e venne inglobato
dalle abitazioni e le sue colonne vennero utilizzate per il porticato
costruito davanti al Liceo Volta. Oggi, nel cortile di una delle
abitazioni della zona è visibile la cupola del distrutto
battistero.
Pianta
della chiesa tratta da:
M. Magni, Architettura romanica comasca, Casa editrice
Meschina, Milano, 1960