I
SS.
Cosma e Damiano, a cui è dedicata la
chiesa, sono martiri del IV secolo, scelti poi come protettori
della famiglia dei Medici.
Una
pergamena del 1293 attesta opere di edilizia del complesso,
contemporanee alla ricostruzione del nartece
esterno di S.
Abbondio, da cui era dipendente.
Passata nel corso del sec XVI alla famiglia Castiglioni, divenne
una abitazione privata, ragione per cui gli affreschi
furono coperti e l'abside
sventrata per aprirvi un balcone.
Nel 1988 fu sottoposta ad un radicale restauro.
Secondo
una tipologia diffusa in questo territorio, l'aula unica è
coperta a tetto e l'abside
ha la calotta in muratura.
La semplice facciata a capanna è impreziosita
da una lunetta affrescata, al di sopra del portale, resti delle
effigi dei due santi titolari ed una porzione di arco
decorato.
All’esterno del fianco meridionale rimangono tracce degli
stemmi dei Commendatari, la famiglia dei Castiglioni, proprietari
per secoli della chiesa.
Sull’arco
trionfale che immette all’abside c’è
l’"Annunciazione" con l’arcangelo Gabriele.
Nel semicatino dell'abside domina un Padre Eterno in mandorla,
con decorazioni e cherubini, mentre la calotta absidale è
occupata dalle figure degli Evangelisti.
Nel catino dell’abside si trovava un affresco cinquecentesco,
ora conservato nella Pinacoteca Civica, che ritraeva la "Vergine
con il Bambino e i Santi", Cosma con il mortaio da farmacista
e Damiano con un vaso e un libro.
Durante lo strappo
dell’affresco sopra descritto ne apparve un altro sottostante,
di epoca trecentesca, rimasto nascosto per oltre quattro secoli,
dove è ritratta la "Vergine in Trono con quattro santi",
i due centrali, simili e in vesti purpuree, sono Cosma e Damiano
mentre i laterali potrebbero essere Sant’Abbondio e Santa
Lucia, protettrice della vista.