La
basilica si presenta oggi con le forme del rifacimento
barocco intervenuto nel 1644 sul preesistente
originale edificio romanico lombardo edificato tra il 1050 ed
il 1075.
Il rifacimento in forme barocche della chiesa
di S. Giorgio, si concluse col compimento della facciata solo
nel 1709. Il progetto iniziale si deve a Giovan Battista Recchi,
ma la facciata è dell’architetto ticinese Agostino
Silva.
Il nuovo edificio, sempre intitolato a S.
Giorgio fu ampliato mantenendo le tre navate,
fra cui furono inseriti i massicci pilastri quadrati a sostegno
delle volte
a crociera della navata centrale e del transetto,
alle cui estremità furono sistemate le cappelle laterali.
L’edificio, in facciata, è costituito
da conci
di granito serizzo
piuttosto irregolare, allineati lungo una linea orizzontale. La
finestra è ripartita da colonne con arco a tutto sesto
e fiancheggiata da volute con statue
di coronamento.
La chiesa fu restaurata per l’ultima volta
nel 1876 e dell’originaria struttura romanica sono visibili
un’abside
esterna decorata con semicolonne
addossate a lesene
e, internamente, l’abside maggiore ed una minore.
L’interno
si presenta a tre navate divise da pilastri e concluse da tre
absidi, di cui la maggiore con loggia esterna e divisa in cinque
nicchie, mentre le due rimanenti scavate nello spessore della
muratura.
Esternamente l’abside è decorata con semicolonne
addossate a lesene e presso l’ingresso posteriore della
sagrestia si hanno lastre murate con bassorilievi allegorici,
in un fregio è ritratto un drago e in un altro un uccello.
Sotto il presbiterio
e la sacrestia attuali si sono trovati i resti della fase romanica
della chiesa, e tuttora si possono vedere i rimanenti ambienti
sotterranei dell’antico impianto basilicale e in particolare
le antiche absidi, raccordate da stretti passaggi ricavati nel
materiale di riempimento del XVII secolo.
Nelle nicchie dell’abside centrale si nota il livello originario
della chiesa, inferiore al piano di calpestio attuale che risulta
oltre un metro più in alto, al momento della ricostruzione
seicentesca, a causa delle esondazioni del lago.
Di fronte alle nicchie è murata la lastra in sasso di Saltrio
con il bassorilievo originale del sarcofago di Sant’Eutichio
vescovo nativo del Borgo di Vico, che fu scolpita nel 1300 e conserva
diverse raffigurazioni in tre formelle.
A partire dal 1081 le pareti delle absidi furono affrescate.
Il ciclo di affreschi
si estende su una superficie di 50 mq e venne realizzato almeno
in tre periodi diversi: i primi affreschi sono romanici e alcuni
databili a partire dal 1081, data che risulta in un’epigrafe
e che rimanda all’ XXI anno dell’episcopato di Rainaldo,
governò la chiesa di Como dal 1061 al 1084.
L’affresco rappresenta la "Deposizione delle reliquie
di santi".
Nel 1961 venne attuato lo strappo
degli affreschi, per salvarli dalle infiltrazioni di acqua del
lago; dopo un primo intervento di restauro furono riesposti in
San Giorgio ma successivamente collocati presso le Civiche Raccolte
d’Arte di Palazzo Volpi a Como, dove si trovano tuttora.
L’edificio conserva, nella volta della cappella destra,
affreschi eseguiti da Gian Paolo Recchi, autore anche del grande
affresco nella volta antistante il presbiterio raffigurante la
"Lotta tra San Giorgio e il drago".
L’altra cappella, detta del crocifisso, ha una decorazione
a stucco
di G. Battista Barberini e tele della "Flagellazione"
e "Incoronazione di spine" di Raffaele o Carlo Recchi.
L’altare maggiore è dedicato alla Vergine, con una
statua di marmo di Carrara eseguita da Giuseppe Bayer (XIX secolo).