La
chiesa dei SS. Filippo e Giacomo sorse come cappella
feudale per la comodità dei coloni e divenne chiesa della
vicinia,
e venne sottoposta alla chiesa parrocchiale di San Salvatore.
La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo era detta anche di S. Giovanni,
come risulta da un documento del XIV secolo.
Nel 1654 venne annessa alla chiesa di S. Zenone e non più
al S. Salvatore.
Dal punto di vista architettonico la chiesa risulta essere stata
oggetto di tre interventi principali.
La prima fase vede la realizzazione di un edificio
formato da una piccola navata
e dall’abside
semicircolare che la conclude, costruita con pietra moltrasina
disposta in corsi regolari e caratterizzata da due finestre strombate
con gli archivolti in tufo.
Il campanile, così come lo si vede oggi, non è probabilmente
coevo all’epoca di costruzione della chiesa, in quanto risulta
troppo grande rispetto alle dimensioni modeste della chiesa, potrebbe
quindi essere stato successivamente modificato in altezza.
Nella seconda fase vi fu un allungamento della
navata di 6 metri e venne aggiunto un locale, la sagrestia, nell’angolo
nord – est della chiesa, alzando la parete adiacente il
campanile per formare un unico spiovente del tetto.
L’interno era decorato con dipinti murari, tra cui il Cristo
pantocrate coronato da simboli evangelici in una mandorla
presso il catino absidale e alcuni affreschi
eseguiti su richiesta dei fedeli.
L’ultima fase avvenne nel XVIII secolo
e portò alla separazione dell’abside dalla navata
tramite un muro a cui venne appoggiato l’altare. Presso
la parete meridionale della chiesa si trova un ossario, costruito
sempre in quest’ultimo periodo.
Nel 1973 vennero infine eseguiti dei restauri
che portarono a riscoprire la chiesa dei SS. Filippo e Quarcino
così come la si vede oggi.
Pianta della chiesa tratta da: M. Gianoncelli,
Quarcino e la sua chiesa, estratto dalla rivista COMO, n°2,
estate 1973