IL
CONTESTO STORICO
Como, rispetto a diverse città lombarde, godeva nel periodo
medievale, di un importante canale di comunicazione verso il nord
Europa.
Da Como parte infatti la via
Regina che, costeggiando la riva occidentale
del lago di Como fino a Samolaco, si divide in tre strade che, attraverso
i passi dello Spluga, del Maiola e del Bernina portavano in Germania
e nel nord Europa.
Attraverso queste vie i comaschi venivano in contatto con la cultura
e l’arte nord-europea, ricevendo una influenza nordica e rivelandola
nelle loro costruzioni.
Va segnalato, inoltre, che la Diocesi comasca era una delle più
estese dell'Italia del Nord e comprendeva le attuali province di
Como, Sondrio, la parte settentrionale di quella di varese e buona
parte del Canton Ticino.
L’ARCHITETTURA
Dal punto di vista tipologico si hanno edifici
ecclesiastici a croce
latina, a tre navate,
ma esistono anche chiese ad una sola navata o a pianta circolare.
Nelle chiese a più navate le absidi
laterali, rispetto a quella centrale, risultano spesso scavate nello
spessore della muratura, in modo che dall'esterno non compaiono
e si vede solo una parete lineare in cui si staglia l'abside maggiore.
Il tetto frequentemente è in legno, a doppia falda, in quanto
l'uso della pietra come materiale da costruzione rendeva difficoltosa
la creazione di volte.
In alcune chiese emergono alcune caratteristiche di stampo nordico,
nella pianta o negli alzati. I campanili sono spesso addossati alla
chiesa o incorporati, con aperture sempre maggiori a mano a mano
che si sale, secondo un preciso schema: feritoia,
bifora, trifora...
Elemento caratterizzante dell’architettura romanica comasca
è l’uso di materiali locali (prevalentemente lapidei,
come pietre estratte dalle cave o ciottoli di fiume), a differenza
del romanico padano dove viene utilizzato maggiormente il mattone.
Facendo un confronto tra tutte le chiese dell'antica Diocesi della
provincia di Como va notato come dall'anno 1000 si è passati
da edifici molto semplici, in pianta ed alzato, a strutture sempre
più complesse, articolate e decorate.
I MAGISTRI COMACINI
Nella zona comprendente il territorio del lago di Como, del lago
di Lugano e delle valli che si aprono verso i due laghi lavoravano
i Magistri
Comacini, corporazioni di artigiani che, pur
avendo competenze diverse, lavoravano insieme per dar vita agli
esempi più belli di architettura romanica.
Nei cantieri degli edifici romanici la collaborazione
fra operai specializzati in settori diversi era fondamentale, per
cui ci si riuniva in gruppi, in cui qualcuno si distingueva per
capacità superiori (capomastri, architetti, ingegneri, stuccatori,
scultori) mentre tutti gli altri continuarono le loro semplici ma
indispensabili attività di scalpellini e muratori.
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